Identità di rete
14 novembre 2010
Ieri sera ho visto The Social Network, il film di David Fincher sulla storia di Facebook. Sebbene in via generale la storia sia già conosciuta da molti, il film risulta piacevole e piuttosto scorrevole.
Stamattina ho letto un commento di Mantellini sul ruolo di Facebook nel panorama web e sulla notizia di ieri secondo cui il social network si starebbe preparando al lancio di un nuovo servizio di posta elettronica, @fb.com o @facebook.com.
Leggendo i commenti la gente si domanda se sia giusto o sbagliato che Facebook inauguri un nuovo servizio di email, se avrà successo e quali saranno i rischi per la privacy.
Sorvolando le disquisizioni sul successo dell’email, lo spam, la crittografia, secondo me queste domande andrebbero viste in un’ottica più generale. Il panorama Internet in questo momento offre un insieme molto variegato di servizi collegati alla sfera sociale e non: posta elettronica, social network, foto sharing, blog e via dicendo. Il tutto risulta però in un certo senso ancora disaggregato, scollegato.
Uno potrebbe avere un account su Facebook, utilizzare Gmail, cambiare il suo status su Twitter e mettere le foto su Flickr, e nella maggior parte dei casi è probabile che costui si sia dovuto registrare nuovamente per ognuno dei servizi, anche se in realtà l’utilizzatore di ogni sito è la stessa persona.
Una persona che usa diversi servizi, con tanti username diversi, e che quindi non ha un’unica identità di rete ben definita.
Facebook ha avuto l’idea geniale di portare online il nome e cognome, di allungare le nostre vite reali al digitale, ma ora manca qualcosa che consolidi questa presenza in rete e che permetta di dare una forma un po’ più definita alla nuvola che ci rappresenta su Internet.
Io penso che questa sia la reale battaglia. Facebook non vuole battere Gmail o Hotmail, non vuole offrire un servizio di posta elettronica fine a se stesso, vuole invece permettere di definire facilmente la propria identità di rete. E per questo sfida Google e Microsoft, per aggiungere un mattoncino in più all’identità di rete, l’email.
Fa paura parlare di questi concetti, fa paura pensare che potrebbe essere un’azienda privata ad amministrare il più grande patrimonio di “digital identities”. E fa ancora più paura pensare che tutt’ora non esista un’adeguata cultura a Internet e a quanto sia importante gestire bene la propria identità di rete.
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Filed in Pensieri, Web
Etichette: digital identity, Facebook, identità, the social network



29 novembre 2010 at 01:53
il film che abbiamo visto insieme ha addirittura provocato un intervento sul tuo blog??
uau, allora quelle due ore seduti DENTRO lo schermo e tutte le seguenti disquisizioni che poi si sono portate avanti nella serata sono sfociate in qualcosa!
bè.. io non me ne intendo sicuro quanto te sul campo della tecnologia, ma quello che fa paura a me è che un’unica azienda, pubblica o privata che sia, abbia il monopolio di una rete, quella del “www” del world wide web che, come ho avuto modo di leggere qualche giorno fa in un articolo, era nata per essere libera.
Nell’articolo citato, uno dei creatori di questa nuova frontiera di comunicazione digitale opinava sulla pericolosità che rappresenta oggi un sito come facebook.
Infatti il social network riesce ad accentrare su di se l’attenzione di milioni e di milioni di persone, che grazie ad esso chattano, condividono col mondo immagini e parole della propria vita, sbirciano in quella dei propri “amici”.
Se però il sito si “limitasse” a questo non ci sarebbe problema, secondo l’autore dell’articolo: il vero momento in cui si viene a ledere il principio dell’equità di del “world widw web” è quando facebook si trasforma in un filtro, in un paio di occhiali che i milioni e milioni di utenti indossano per poi osservare tutto il resto del web, che ne esce distorto e , appunto, filtrato.
E’ lì che la supposta libertà di informazione va pian piano a perdersi sempre di più.
Concludo dicendo che a me il film è anche piaciuto molto ma soprattutto che mi è piaciuta la compagnia!
un bacio!
20 luglio 2011 at 08:01
[...] quest’articolo mi torna in mente quello che scrivevo tempo fa riguardo a FB e l’idea di identità di [...]