Dipendenza energetica
10 giugno 2011
Cercando di informarmi un po’ di più a proposito dei quesiti posti nei referendum abrogativi del 12 e 13 Giugno, mi è sorto un dubbio riguardo alla scelta di investire nella produzione di energia nucleare.
Posto che il referendum non riguarderà l’introduzione dell’energia nucleare in Italia, mi chiedevo quali sarebbero le reali motivazioni che spingerebbero il governo a un grosso investimento proprio verso l’atomo.
Una tra le più sbandierate questioni è l’indipendenza energetica. Con il nucleare ridurremmo la nostra enorme dipendenza da paesi stranieri.
Per curiosità ho dato un’occhiata ai dati statistici forniti da Terna s.p.a, disponibili sul loro sito per l’anno 2009, e parzialmente per l‘anno 2010.
Per il 2010 si parla di circa 45 000 GWh ricevuti da fornitori stranieri, a fronte di un fabbisogno italiano di oltre 300 GWh. Quindi circa il 10-15% dell’energia è importata, cifra che non mi sembra così elevata.
O quando si parla di dipendenza energetica si includono anche i combustibili (carbone, petrolio, uranio, etc.) acquistati all’estero? In questo caso, Wikipedia parla di una dipendenza dall’estero per l’81% dell’energia prodotta.
Non mi risulta però che in Italia ci siano grandi miniere di uranio. Ma allora non saremmo nella stessa situazione anche con il nucleare?




13 giugno 2011 at 08:13
C’è da dire che dal 2009 al 2010 il gap tra produzione e richiesta energetica è, sebbene di poco, aumentato.
Generalmente, parlando di energia nucleare i due pesi sulla bilancia sono la sicurezza e la dipendenza energetica. Un discorso più ampio, e quasi mai trattato, dovrebbe riguardare anche la diversificazione della produzione energetica e i costi (costruzione e mantenimento delle centrali nucleari per il loro intero ciclo di vita e acquisto dell’uranio vs. acquisto dell’energia). Sono fermamente convinto che l’auto-sufficienza sia molto importante, così come lo è la diversificazione della produzione energetica… tuttavia ciò non significa energia nucleare, non esclusivamente quantomeno. Si può anche NON puntare sul nucleare, ma bisogna scegliere una o più alternative concrete, e bisogna farlo subito. E, se anche si decidesse di puntare sul nucleare, ciò non esclude altri tipi di energie (diversificazione…?!).