Rispetto?
17 ottobre 2010
Rai 1 sta dando il solito raccapricciante spettacolo di mediocrità. È un susseguirsi continuo di notizie e aggiornamenti “live” riguardo al delitto di Avetrana. Un irrispettoso reality show costruito su un delitto avvenuto realmente, dove una giovanissima ha perso la vita e la famiglia sta vivendo il dramma che ne comporta.
Francamente non ci vedo nessuna buona motivazione per farci un caso mediatico.
Se solo si potesse disdire il canone Rai.
Lettera dal Rettore
13 ottobre 2010
Mi permetto di citare la lettera che oggi il Rettore del Politecnico di Milano, Giulio Ballio, ha inviato a tutti gli studenti. Una lunga lettera, amara e veritiera, a cui mi associo nella speranza di un cambiamento.
Cara Allieva, Caro Allievo,
In questi ultimi due anni stiamo assistendo a una campagna denigratoria, sempre più intensa e aggressiva, nei riguardi dell’Università italiana e di tutti coloro che onestamente vi operano.
E’ una campagna che rischia di demotivare profondamente tutti noi e soprattutto quei giovani che vi sono entrati da poco o che desiderano entrarvi.
E’ una campagna che può indurre legittimi dubbi in Voi e nelle Vostre famiglie.Spesso le persone che incontro mi chiedono se è reale il quadro che viene rappresentato dai molti interventi riportati dai media, oppure se stiamo assistendo, forse senza rendercene conto, a un attacco teso a sfiduciare le università statali.
Appare legittimo il dubbio che vi sia il desiderio di sostituire l’ università pubblica con un sistema privato, devastando le aspettative di più di un milione e mezzo di famiglie italiane.
Noi, che siamo allo stesso tempo insegnanti e ricercatori, ci sentiamo profondamente offesi perché ci si vuole delegittimare proprio di fronte alla comunità che abbiamo scelto di servire col nostro lavoro e con i nostri sacrifici.
Questi tentativi di delegittimazione fanno male a tutti noi che crediamo nell’università, che vi lavoriamo per formare e per traghettare Voi giovani dalla scuola secondaria al mondo del lavoro, per fare ricerca e servire il nostro Paese in cui ancora crediamo. Ci fanno perdere l’entusiasmo, ci spingono a fare il minimo richiesto, ci allontanano dalla voglia di operare in un servizio che abbiamo scelto e in cui ancora crediamo. Vogliamo reagire soltanto perché, altrimenti, faremmo il gioco di chi ci vuole distruggere privandoci di quella libertà che, sola, permette di fare ricerca e insegnare a Voi giovani.
In questi giorni si parla di agitazioni dei ricercatori, di richiesta di sospensione delle lezioni, di volontà a non tenere insegnamenti, di rivendicazioni da parte di persone che possono sembrare fortunate perché hanno ancora un lavoro, ma alle quali si sta togliendo quella speranza che li aveva spinti a rinunciare ad attività più remunerative per iniziare quel lavoro che a noi, più vecchi, è sempre parso il più bel lavoro del mondo: fare ricerca e contemporaneamente insegnare ai più giovani.
Le aspettative di carriera dei più giovani sono deluse. Da più di tre anni non sono banditi concorsi per passare da ricercatore a professore associato e da associato a professore ordinario e non si può ragionevolmente prevedere il numero di anni che dovranno ancora passare prima che questi concorsi vengano banditi. Per non invecchiare senza speranza molti giovani valenti stanno vincendo concorsi per posizioni di professore in università straniere e coloro che vanno via non sono sostituiti da colleghi stranieri che desiderino venire a lavorare in Italia.
Ci viene impedito di fare ricerca con colleghi stranieri anche se riusciamo a farci finanziare da enti pubblici o privati perché un nuovo dispositivo legislativo prescrive di spendere in missioni di lavoro meno della metà di quanto speso nel 2009.
Ci viene impedito di continuare a offrire una formazione finora apprezzata dal mondo del lavoro perché un recente decreto ministeriale impone una riduzione di insegnamenti e corsi di laurea, indipendentemente dal numero di allievi iscritti. Forse il nostro Ateneo sarà costretto a ridurre le immatricolazioni oppure a chiudere attività didattiche che fino ad oggi hanno soddisfatto le esigenze dei territori in cui il Politecnico è presente.
Ci viene proposto un Disegno di Legge che, seppur necessario, presenta alcuni punti critici:
- l’imposizione di forme di governo dell’Ateneo molto diverse da quelle da noi adottate nell’ultimo decennio che ci hanno permesso di crescere nella reputazione internazionale
- l’obbligo di assumere docenti provenienti da altre Università in un paese che fa di tutto per contrastare la mobilità a causa della carenza di servizi erogati
- pesanti incertezze sul destino dei giovani ricercatori che lavorano con noi per la mancanza di una programmazione nella progressione delle loro carriere
- scarsa attrattività della carriera accademica per le nuove generazioni poste di fronte a una serie di contratti a tempo determinato che aumenta il loro senso di precarietà.
L’approvazione di una legge che non tenga conto di queste criticità e di un programma pluriennale di finanziamento all’Università rischia di produrre una situazione anche peggiore dell’attuale.
Come si fa a gestire un Ateneo o a fare una programmazione adeguata quando ancora oggi non si conosce l’ammontare del finanziamento statale del Politecnico relativo all’anno 2010?
Questa lettera nasce proprio dal desiderio di condividere con Voi questi sentimenti, di chiedere la vostra comprensione, di cercare la vostra solidarietà.
Tutti noi del Politecnico vogliamo continuare la missione che da quasi 150 anni ci è stata affidata, ma non possiamo essere lasciati soli in balia di chi sta usando una falciatrice per fare di tutta l’erba un fascio, incurante di tagliare in un solo passaggio l’erba secca, quella verde e i fiori già cresciuti.
E’ proprio la capacità di distinguere il grano buono dalla gramigna che, insieme a Voi, indipendentemente da ogni fede politica, vorremmo chiedere a questo nostro Paese. Vogliamo che non sia distrutto quanto di buono abbiamo, chiediamo con forza che si investa anche su quanto c’è di buono per renderlo ancora migliore.
Probabilmente molti di Voi si stanno ponendo un certo numero di interrogativi quali ad esempio: Cos’è l’autonomia dell’università? Le università sono tutte uguali? Chi sostiene economicamente le università? Perché i docenti fanno ricerca? Quali sono i doveri che la legge impone ai docenti universitari? Come si recluta un docente universitario? La ricerca italiana è così di basso livello come viene dipinta? E’ vero che le nostre università sono molto indietro nelle classifiche internazionali? I baroni esistono ancora? Il cosiddetto 3+2 è una iattura? Cosa vuol dire titolo legale?
A queste e ad altre domande, che potrete propormi scrivendo a comunicazione@polimi.it, sarà data una risposta sul sito Polimi nelle prossime settimane.
Cordiali saluti
Giulio Ballio
Indifferenza
12 ottobre 2010
L’agghiacciante scena d’indifferenza mostrata dai passanti nei confronti di quella povera donna svenuta a terra mi fa rabbia. Mi metto nei panni dei familiari di quella ragazza, dei suoi parenti, amici.
Se quella donna perdesse la vita, non sarebbe anche colpa del mancato pronto intervento dei passanti? Possibile che in questa società si debba avere così paura o vergogna nell’aiutare persone in difficoltà?
Titoli monotematici
5 settembre 2010
Triste il modo di attaccare de Il Giornale.
(via Mantellini)
C’è un pilota a bordo?
4 settembre 2010
MILANO – Va bene il low cost, ma quando c’è di mezzo la sicurezza, forse certe idee non andrebbero nemmeno pensate, anche se in effetti Michael O’Leary non è nuovo a proposte perlomeno discutibili. Di certo, l’ultima non può che lasciare sconcertati, visto che il vulcanico boss della Ryanair ha suggerito l’abolizione del secondo pilota sugli aerei per tagliare ulteriormente i costi. A suo parere, infatti, si potrebbero addestrare le hostess a prendere il comando del velivolo in caso di emergenza. «Perché mai ogni aereo deve avere due piloti – ha detto il manager irlandese in un’intervista a Bloomberg BusinessWeek – quando in realtà ne basta uno solo? Facciamo fuori il co-pilota e lasciamo che sia il computer di bordo a volare».
Link: Corriere.it – «Via secondo pilota, hostess addestrate»
Dubito che questa sparata gli faccia ridurre così tanto i costi, e nemmeno mi risulta un buon modo per pubblicizzarsi.
Togliere il secondo pilota forse non è nemmeno legale, così come dubito che l’autopilota possa gestire – nella pratica – tutte le situazioni di decollo-crociera-atterraggio. Le hostess poi, se non abituate alla guida quotidiana, non servirebbero a nulla in un caso d’emergenza.
Finchè tocchi la comodità non fa niente, ma quando si parla di sicurezza la questione è più complicata e rischierebbero solo di perdere clienti, me per primo.
Risposte secche
4 settembre 2010
Il fatto che spesso Steve Jobs risponda alle mail inviategli dagli utenti “normali” è lodevole e gli fa anche molta pubblicità positiva.
Lo stile delle sue risposte, poi, esprime abbastanza bene la sua personalità.
Wired riporta un buon esempio. Quando riguardo la bruttezza del nuovo logo di iTunes gli scrivono:
Steve,Enjoyed the presentation today. But … this new iTunes logo really sucks. You’re taking 10+ years of instant product recognition and replacing it with an unknown. Let’s both cross our fingers on this…
Lui risponde concisamente:
We disagree.
Sent from my iPhone
Marketing o necessità?
2 settembre 2010
Non capisco se il fatto che molto probabilmente Wikileaks sposterà parte dei suoi server in un bunker antinucleare svedese sia una mossa dovuta ad un reale pericolo di attacco per eliminare informazioni scomode, o si tratti di puro marketing.
Una cosa è sicura, il bunker con i suoi neon verdi e blu fa parecchia scena.
Conferenza Apple
1 settembre 2010
Oggi a San Francisco Jobs ha presentato i nuovi iPod, il nuovo iTunes e la nuova Apple Tv. Nessun nuovo iPad, “solo” un aggiornamento del sistema previsto per Novembre.
L’ipod touch è una sorta di iPhone 4 senza però il supporto alla rete mobile. Ha 2 fotocamere e via wifi si può chiamare con Facetime.
L’iPod nano è cambiato parecchio fisicamente e ora ha uno schermo multi touch che occupa tutto lo spazio.
Le foto mostrano un Apple Tv molto più piccolo, senza harddisk e che supporterà il noleggio film e serie tv via cloud. Poi ci si chiede perchè Blockbuster vada verso il fallimento.
Io comunque tifo per Google Tv.
Punti patente online
30 agosto 2010
Sempre a proposito di e-government, ho scoperto solo oggi della possibilità di controllare il proprio saldo punti patente direttamente online. Bisogna solo iscriversi sul portale dedicato all’automobilista.
Questo sì, senza passare personalmente in questura.
E-government?
30 agosto 2010
Qualche giorno fa ho fatto richiesta e attivato la casella PEC messa a disposizione dal Governo che a loro dire dovrebbe dimostrarsi
un canale di dialogo diretto, semplice e sicuro tra i Cittadini e gli uffici della Pubblica Amministrazione.
A parte il fatto che l’indirizzo sia utilizzabile solo per dialogare con gli uffici della Pubblica Amministrazione, l’idea sembra bella. Ma funziona? Le PA hanno davvero attive caselle PEC a cui scrivere e soprattutto ricevere risposta?
Per il momento non l’ho mai utilizzata e i servizi disponibili sembrano pochi, ma parlano di nuove interessanti funzioni che in futuro verranno attivate, peccato, a pagamento.
Per attivarla si può andare sul sito predisposto (Postacertificata.gov.it) ed effettuare la procedura d’iscrizione.
Attenzione però, perchè per completare la snella registrazione (attivando la casella) bisogna solo recarsi personalmente al più vicino ufficio postale, fare la fila, e firmare un contratto.
Un bell’esempio di amministrazione digitale, comodo soprattutto per chi risiede all’estero e dovrebbe pagarsi il viaggio fino a qui per concludere l’attivazione.




